Aero Club Como, da Trieste a Lussino per rievocare i voli della gloriosa SISA

Pubblicato il 02/08/2018



Dopo la ripetizione celebrativa dei voli della SISA tra Trieste e Torino che l'Aero Club Como ha compiuto nel 2016, dopo il volo Trieste-Zara del 2017, la collaborazione tra Aero Club Como e l’associazione Gianni Widmer, capitanata da Egidio Braicovich, ha prodotto in questo maggio 2018 un altro interessante evento: la rievocazione dei voli, sempre effettuati dalla SISA, a partire dalla metà degli anni Venti, tra Trieste e Lussino. Questo volo celebrativo ha rivestito particolare importanza per vari motivi. Il primo è che Lussino è la terra natale della famiglia Cosulich, le cui origini si perdono nel tempo, ma sono documentate fin dal Cinquecento. Armatori, fondatori e proprietari dei Cantieri Navali Triestini di Monfalcone (oggi Fincantieri), i Cosulich diedero vita nei primi anni Venti alla SISA - Società Italiana Servizi Aerei, la prima compagnia commerciale italiana, che avviò le prime linee aeree nel nostro Paese. La società fu fondata proprio a Lussinpiccolo, nel 1921, da Callisto (a sinistra 1847-1918), Fausto (1845-1908) e Alberto Cosulich (1848-1927). Altro elemento di rilievo di questa operazione – almeno per noi piloti di Como – è che un idrovolante comasco si è posato per la prima volta sulle acque di Lussino. Ciò risponde a uno degli scopi fondamentali della nostra attività: diffondere il volo idro in Europa e nel Mediterraneo, per far conoscere i vantaggi e il fascino dell’idrovolante sia come mezzo di trasporto sia come mezzo per voli di piacere e strumento di scoperta di territori. Per un pilota idro ammarare per la prima volta una superficie è emozionante. Sovente – come nel caso qui desritto – l'evento è preceduto da una serie di ricerche e di rapporti con una moltitudine di enti, che fanno intendere il finale ammaraggio come il raggiungimento di una Terra Promessa. Poi ci sono gli aspetti operativi, Una superficie che non accoglie regolarmente idrovolanti presenta vari elementi di rischio, oggetto di una complessa organizzazione preventiva e di un'attenta valutazione proprio nei momenti precedenti l'ammaraggio. L'emozione è maggiore se il sito è in un'area inurbata di interesse storico, meglio ancora se immersa in un ambiente naturale gradevole, che è proprio il caso di Lussino. I voli da Como a Trieste e Lussino Per quanto attiene ai voli, la trasferta da Como a Trieste ha richiesto circa due ore, con ormeggio alla boa davanti a Piazza Unità d’Italia. Equipaggio: Cesare Baj e Egidio Braicovich. In questa prima tratta era presente a bordo anche una allieva dell'Istituto navale, che ha potuto seguire la navigazione e, seduta al posto del copilota per circa un'ora, si è cimentata con ottimi risultati nel condurre l'aereo. Dopo il rifornimento di carburante, grazie ai fusti di Avgas fatti precedentemente giungere a Trieste, l’idrovolante ha seguito una rotta prima costiera, via Portorose e Orsera, poi all’interno dell’Istria fino a Plomin, infine sul mare e lungo le isole di Cherso e Lussino. il volo è breve, ma comporta ben due passaggi di frontiere, dall’Italia alla Slovenia e da questa alla Croazia. Nella mappa (cliccaci sopra per ingrandire) i percorsi seguiti, che attraversano le zone di Ronchi dei Legionari, Portorose e Pola. Per le nostre operazioni abbiamo ottenuto un permesso speciale. Da menzionare la perfetta assistenza dell’autorità portuale di Lussinpiccolo, che ha facilitato in ogni modo l’approdo dell’idrovolante e il suo particolare ormeggio. Infatti, come è noto, le banchine dei porti non sono “approdabili” da idrovolanti, che richiedono pontili bassi o l’ormeggio a boe. Purtroppo il porto di Lussinpiccolo, come quello di Zara visitato l’anno precedente, è sfornito di boe, segnando un piccolo passo indietro rispetto alla situazione del 1926, ben illustrata nell’immagine d’epoca qui a sinistra. La soluzione è stato un ormeggio “distanziato” dalla banchina, grazie al gommone, gentilmente reso disponibile dall’autorità portuale. Questa ha adottato ogni misura affinché l'operazione si svolgesse ai massimi livelli di efficienza e sicurezza. l mattino seguente, prima di partire, abbiamo avuto il piacere di avere a bordo, graditissima ospite, Giovanna Cosulich. Suo nonno, se fosse stato informato da una veggente che una sua nipote dopo un secolo avrebbe volato su idrovolante da Lussino, non ci avrebbe trovato nulla di speciale. Infatti aveva appena fondato una compagnia operante con idrovolanti, con uno scalo proprio sull’isola. Ma farebbe fatica a immaginare quanto ciò sia in realtà eccezionale nel mondo di oggi, almeno per il momento, così come avrebbe ritenuto incredibili le vicende della storia europea, di Trieste e della Dalmazia nel secolo che si prospettava. Che cosa resta di questo viaggio? Tanto: la conoscenza di persone appassionate e votate a valorizzare le terre in cui vivono o che hanno eletto a loro residenza, una bella avventura che arricchisce l’album dei ricordi di noi che l’abbiamo vissuta e dell’Aero Club Como, le visioni degli stupendi territori sorvolati, il piacere di avere fornito uno stimolo alle comunità di Trieste e Lussinpiccolo per rinsaldare i loro rapporti e, infine ma non ultima per importanza, la voglia di tornare, magari non solo per una pur bellissima vacanza, ma, se le condizioni lo permettessero, per dare una continuità alle operazioni con idrovolanti in queste terre e su questi mari.