Celebrati i 90 anni dell’ Aero Club di Genova

Pubblicato il 05/10/2018

Ha avuto grande successo di pubblico e presenza di importanti rappresentanti delle istituzioni, personalità civili e militari oltre che di vari Aero Club del Nord-Ovest la celebrazione del 90° compleanno del sodalizio. L'evento è stato preceduto da un incontro presieduto dal Commissario Straordinario del'Aero Club d'Italia e i Presidenti degli Aero Club del Nord-Ovest (Savona, Sarzana, Alessandria, Milano, Acqui) e Lucca in cui si è dibattuto delle problematiche e prospettive dei Club e delle scuole di volo del territorio. Dopo i saluti e una breve storia del Club tracciata dal Presidente Lanata, il Prof. Pierluigi Matera, Commissario straordinario dell’Aero Club d’Italia, ha esaltato l’importanza storica della struttura e ha annunciato che lo stesso Aero Club d’Italia promuoverà un’iniziativa di caratura nazionale a Genova. Paolo Odone, Presidente di Aeroporto Spa e Alberto Lelli, Direttore ENAC Nord-Ovest hanno esaltato la funzione essenziale del Cristoforo Colombo nel sistema aeroportuale italiano. Vicinanza al Club e futura collaborazione e attenzione hanno poi annunciato il Vice Sindaco Stefano Balleari, intervenuto in rappresentanza del Sindaco Bucci e il Presidente del Consiglio Comunale Alessio Piana, altri interventi ad esaltare l’importanza del volo in Italia sono stati di Piero Righi Direttore Generale Aeroporto Spa e di Daniela Fara, Direttore dell’Accademia Marina Mercantile.


La storia dell’Aero Club di Genova

L’Aero Club di Genova nasce nel 1928 come Club Aeronautico appartenente al Reale Aero Club d’Italia (RaeCI). Ne sono fondatori Giorgio Profumo ed i fratelli Enrico e Giorgio Parodi (a quest’ultimo è ancora oggi intitolato il club), proprietari della Moto Guzzi il cui simbolo, l’aquila, è il distintivo che indica i piloti sia civili che militari. E Giorgio Parodi ne fu il primo, grande istruttore, reduce di guerra, pluridecorato, coraggioso e abilissimo aviatore. Uno solo, all’epoca, l’aereo in flotta: una versione idro del De Havilland DH 82, famoso biplano da addestramento britannico. E la prima base fu al Lido d’Albaro, già a quei tempi uno dei maggiori stabilimenti balneari europei. In un secondo momento Giorgio Parodi ottenne di trasferire la sede del Reale Aero Club, denominazione successivamente modificata in RUNA, Reale Unione Nazionale Aeronautica, presso il nuovo idroscalo di Sampierdarena, nei pressi della Lanterna, eterno simbolo di Genova marinara, riuscendo a coniugare il binomio mare- cielo, valido ancora adesso al Club. La flotta, supportata da hangar e officina, si arricchì di un Caproni Ca.100, soprannominato “Caproncino”, in versione idro, di un idrovolante Breda e di un velivolo anfibio.

Il periodo postbellico

Dopo la seconda guerra mondiale, fu Armando Piaggio, figlio di Rinaldo, fondatore dell’omonima famosa industria aeronautica, a ricostituire il sodalizio genovese, che dal 1947 aveva assunto la denominazione di Aero Club, rimettendo insieme patrimonio, velivoli, piloti e attività, con l’aiuto della marchesa Carina Massone Negrone e l’assistenza dei soci. Ci fu la temporanea rinascita dell’idroscalo genovese con l’arrivo di alcuni idro Ca100 e Macchi 308. Nel 1955 il presidente Piaggio passò il testimone a Carina Negrone, una delle prime eroine dei cieli, aviatrice antesignana rispetto ai tempi ed alle capacità femminili, all’epoca certamente difficili da esprimere. Donna del cielo che collezionò sette primati mondiali. Divenne presidente dell’Aero Club di Genova che, a causa della definitiva chiusura dell’idroscalo sampierdarenese, si era dovuto trasferire sul campo di aviazione di Novi di Ligure, in provincia di Alessandria, mentre nel frattempo, nel 1954, a Sestri Ponente, erano iniziati i lavori di costruzione di quello che è l’attuale aeroporto genovese e dove, nel 1959, ci fu il primo atterraggio sulla terraferma, su una pista peraltro provvisoria, con l’istruttore Gino Contigini ai comandi di uno Stinson L5. Volo che costituì il ritorno del club del volo genovese a Genova, con aerei terrestri e non più idro. L’aeroporto, dedicato a Cristoforo Colombo, venne poi inaugurato nel 1962.


I Presidenti dell'Aero Club di Genova

L’Aero Club di Genova vanta diciotto presidenti con l’attuale, Fabrizio Lanata. Il loro elenco inizia con Pietro Ravano ed a seguire Massimo Teglio, Armando Piaggio, la già citata e grande Carina Massone Negrone, Camillo Luglio, che ne fu al vertice per tre volte con altrettanti mandati non consecutivi e per due con il mitico comandante Fioravante “Fiore” Sbragi, pilota ed uomo dell’aria storico per l’aviazione italiana, cui seguirono Enzo Giugno, Giuseppe Remondini, Rinaldo Marsano, Giuseppe Catrambone, insigne chirurgo ed ancora “vecchio” pilota. Quindi Ezio Maria Caradonna e Claudio Senzioni, politico e imprenditore di livello. A costoro succedette l’era di Fabio Repetto, con tre mandati consecutivi nel momento forse più complesso del club. Giovane di grande cuore ed entusiasmo, scomparso assai prematuramente, è stato il presidente che forse ha maggiormente inciso sulla vita del club, nel 2004 fu organizzatore di una festa dell’aria con le Frecce Tricolori che resterà nella storia di Genova come l’evento che ebbe il maggior numero di spettatori, valutati in oltre 150 mila. A guidare il club furono poi Piero Fonda, Giancarlo Pisano ed Antonio Fazio, che lo fece per tre mandati consecutivi, operando con grande entusiasmo e molto lavoro. E dopo Carina Negrone, seconda donna presidente del club è stata la giovane ed entusiasta France Line Costi, prima di Fabrizio Lanata, presidente in carica.


Le grandi figure dell’Aero Club di Genova

Sodalizio di grande tradizione e storia, lo è stato pure di personaggi che resteranno nei libri di storia: i già citati e presidenti o istruttori quali il fondatore Giorgio Parodi, la collezionatrice di record Carina Negrone e gli altri presidenti Pietro Ravano, Massimo Teglio, “giusto” fra le nazioni che salvò migliaia di ebrei, Armando Piaggio, Fioravante Sbragi, Fabio Repetto.