Ci ha lasciato Aldo Locatelli

Pubblicato il 12/10/2020

Ci ha lasciato Aldo Locatelli, classe 1932, per sintetizzare la sua storia come pilota, basti dire che nel 2013, ancora in vita ed in ottima salute, gli fu dedicato il Trofeo Aldo Locatelli, appunto, gara valida per l'assegnazione dei titoli di Campione italiano di acrobazia aerea a motore.

Iniziò a volare in Aeronautica Militare a 19 anni. Raccontava sempre di aver voluto intraprendere quella carriera fin da bambino, per spirito di rivalsa dopo essere stato vittima di un mitragliamento aereo nella bassa Bergamasca. Nella sua carriera militare volò su T-6 North, Mustang e de Havilland Vampire.

Passato all’aviazione Civile, già nel 1966 divenne il primo istruttore italiano di Acrobazia a Motore, partecipando per ben due volte ai Campionati Mondiali.

Nei primi anni del dopoguerra l’acrobazia era quella “tradizionale” di origine militare con figure arrotondate, Locatelli ebbe la fortuna di conosce Stoklasa, un pilota appartenente alla squadra acrobatica Ceca, forse il più grande, che lo introdusse nel mondo dell’acrobazia “moderna”, dove bisognava volare con uno scritto, con un programma serrato, con figure ben precise e manovre spigolose con angoli che richiedevano anche aeromobili e piloti in grado di sopportare quelle accelerazioni, diventandone un precursore in Italia.

Altro primato fu la prima licenza come pilota collaudatore Italiana vantando collaborazioni importanti con costruttori come LearJet. Fu il primo pilota collaudatore a portare il Lear 31 oltre i 55.000 piedi dopo aver compreso un difetto che richiese alcune modifiche al progetto.

Tante furono le sue attraversate Transatlantiche con gli aeromobili più disparati, non solo i tanti LearJet, King Air, ma anche un Duglas DC3 Dakota lasciato a Venezia, e Cessna come un 206 che portò da Memphis, TN a Malindy, Kenia.

Una carriera che vide anche illustri allievi, come Carlo Pedersoli in arte Bud Spancer, con il quale portò un King Air dagli USA o Herbert von Karajan.

A lui si deve la fondazione, con Aero Club Milano della prima scuola di acrobazia a motore con il Com.te Crippa. Fu il primo, parecchi anni fa, a sottolineare l’importanza degli assetti inusuali nella formazione di un pilota.

Aldo Locatelli aveva una grande esperienza di volo, ma soprattutto non ne era geloso. Al contrario, non si è mai sottratto alla richiesta di un consiglio, di un parere. Terribilmente passionale e polarizzato sulla tecnica di volo, come tutti quelli che amano il volo allo stremo, diceva sempre che non esistono cattivi piloti, ma piloti che avevano avuto cattivi istruttori.

Chiunque abbia volato con lui, non può non ammettere di aver imparato qualcosa.

Il Presidente dell’Aero Club d’Italia Giuseppe Leoni, esprime a nome di tutto l’Ente, un sincero pensiero di cordoglio e di vicinanza alla famiglia per la scomparsa di Aldo, un grande punto di riferimento per tutto  il mondo del  volo italiano.