Lettera aperta del Direttore Generale

Pubblicato il 15/03/2021

Cari amici, 

siamo di nuovo chiamati, ragionevolmente e sperabilmente per l’ultima volta, a dare il nostro contributo di cittadini responsabili alla gestione dell’emergenza sanitaria in corso. Al di là del sacrosanto dibattito sul tema (peraltro incontenibile in un paese dove ci sono milioni di potenziali commissari tecnici della nazionale di calcio), desidero richiamare l’attenzione sulla assoluta necessità di non derogare al buon senso, soprattutto nell' ottica di non appesantire un sistema sanitario al limite delle proprie capacità, evitando con senso civico inutili occasioni di contagio e, soprattutto, infortuni che potrebbero comportare l’impossibilità di accedere alle terapie intensive o di intasarle inutilmente.

Nel merito, gira da ieri su vari siti un video relativo ad un fatto che sarebbe avvenuto in questi giorni e che pertanto si commenterebbe da solo alla luce di quanto sopra riportato. La questione assume tuttavia rilevanza anche dal punto di vista della Sicurezza del Volo, nonché della disciplina del volo.

 Ho pertanto disposto di acquisire i dati relativi a questa vicenda e di trasmettere le risultanze alla direzione ENAC territorialmente responsabile per le eventuali azioni di competenza.

La proposta avanzata dall’AeCI di adeguamento della legge 106, che regola il VDS, oltre a conferire la responsabilità del  VDS direttamente all’ AeCI aumentando i pesi massimi degli aeromobili fino a 600 kg, riserva  all’ AeCI una potestà sanzionatoria, permettendo pertanto di affrontare al nostro interno diversi casi.

Nel frattempo abbiamo dato avvio, con il supporto tecnico dell’Aeronautica Militare che desideriamo pubblicamente ringraziare, a una prima analisi delle condizioni di sicurezza del VDS, utilizzando gli ufficiali S.V.  resi disponibili dall’AM anche su base territoriale, dove già operano   da anni in qualità di istruttori VDS. 

I risultati di questa prima analisi da parte di questo "golden team"  verranno condivisi appena disponibili in modo da avviare un processo di adeguamento culturale indispensabile per salvare vite umane.

Il vostro direttore opera da sempre nel campo della sicurezza del volo ed è pertanto particolarmente sensibile a questo aspetto. Ricordo bene che il mio ingresso nelle Frecce Tricolori fu accompagnato dalla consapevolezza di entrare a far parte di un team che all’epoca registrava una mortalità del 30% tra i propri piloti. La mia esperienza da ufficiale S.V. e comandante di quella élite, ha permesso di condividere una cultura che ha azzerato gli incidenti mortali.

Scherzando, abbiamo trasformato l’acronimo PAN, declinandolo in: Preparazione, Addestramento Non fare c…te",  una sintesi che ha sempre una base di validità per chi vola.

Sono certo pertanto, che attraverso la condivisione di una giusta cultura potremo fare passi da gigante, sconfiggendo con intelligenza, modestia e buon senso, la statistica.

Definiamo  insieme un obiettivo di sfida nel campo della sicurezza del volo dell'AeCI: ridurre gli incidenti mortali del 50% in due anni.

Sono certo che se condivideremo questo obiettivo, lo raggiungeremo insieme!

Gianpaolo Miniscalco